Randonneurs consultant leur itinéraire avant de préparer leur randonnée en montagne

Preparare la propria escursione in montagna: itinerario, equipaggiamento e buone pratiche

Scritto da: Lagoped

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Un cielo sereno alla partenza, una pioggia fine a 1.800 metri e nello zaino solo un antivento troppo leggero: è spesso proprio in quel momento che si capisce cosa significa preparare la propria escursione in montagna. Tra la scelta del percorso, l'attrezzatura, l'alimentazione e i comportamenti corretti da adottare sul posto, la preparazione si gioca su più fronti contemporaneamente, ben prima del primo passo sul sentiero.

Preparare la propria escursione in montagna con Visorando

Un dislivello sottovalutato o il meteo che cambia in un'ora possono trasformare un'uscita tranquilla in una corsa contro il buio. Preparare la propria escursione in montagna inizia quindi prima ancora di indossare gli scarponi, con un itinerario costruito su dati affidabili anziché su una mappa approssimativa.

Versione gratuita o Premium: quale scegliere per preparare la propria escursione in montagna?

La versione gratuita di Visorando permette già di arrivare lontano: più di 44.000 itinerari censiti in Francia e all'estero, schede descrittive complete (distanza, dislivello, difficoltà, tappe), meteo sul posto, tracciamento GPS in tempo reale non appena c'è rete e download delle tracce per l'utilizzo offline, un punto decisivo non appena la rete scompare in fondo alla valle.


L'abbonamento Premium, a partire da 25 euro all'anno, aggiunge le mappe topografiche IGN ad alta precisione consultabili offline, uno strumento di tracciamento automatico che segue i sentieri esistenti e consente di confrontare o unire più tracce, la visualizzazione dei pendii con inclinazione superiore a 30 gradi, utile per anticipare il rischio di valanghe in inverno, previsioni meteo dettagliate su 7 giorni con una suddivisione ora per ora su 48 ore, la condivisione della posizione in tempo reale con i propri cari e l'esportazione delle escursioni verso Google Earth. 


Per coprire tanto l'escursione di una giornata quanto la preparazione di un trekking di più giorni.

Sentiero escursionistico in montagna all'alba
Escursionisti in montagna consultano una mappa prima della partenza
Crediti fotografici Valentin Barette

I criteri da verificare prima di scegliere il proprio itinerario

La distanza indicata in una scheda non racconta tutta la storia di un'escursione.

  • La tecnicità del terreno cambia completamente le carte in tavola: due itinerari con la stessa distanza possono richiedere uno sforzo molto diverso a seconda che si cammini su un sentiero agevole oppure si susseguano blocchi rocciosi, radici e passaggi ripidi.
  • Il dislivello positivo, ovvero tutto ciò che si percorre in salita, determina la maggior parte dello sforzo richiesto. 
  • Il dislivello negativo, spesso meno impegnativo per il cuore, sollecita maggiormente le ginocchia durante le discese lunghe. 
  • Quanto alla durata stimata, diventa davvero affidabile solo dopo essere stata ricalcolata sulla propria velocità di camminata, non su quella indicata per impostazione predefinita.

Un semplice calcolo permette di andare oltre il semplice chilometraggio: considerare ogni tratto di 100 metri di dislivello positivo come un chilometro aggiuntivo, e fare lo stesso per ogni tratto di 300 metri di dislivello negativo. 

Per un livello da principiante a intermedio, puntare a tra 10 e 15 di questi chilometri-sforzo al giorno permette di mantenere un'uscita ragionevole invece di affidarsi al solo numero mostrato sulla mappa.

Anticipare il meteo e i rischi in montagna

Il meteo della valle non dice nulla di ciò che vi aspetta a 2.000 metri. Con l'abbonamento Premium, Visorando mostra previsioni fino a 7 giorni con un dettaglio ora per ora sulle prime 48 ore e uno storico degli ultimi 3 giorni, direttamente nella scheda di ogni percorso.


Durante le escursioni invernali o primaverili, la carta dei pendii segnala le zone a rischio valanghe, e il BERA, il Bollettino di Stima del Rischio Valanghe, completa questa lettura con un indice di rischio da 1 a 5 in base all'altitudine e all'esposizione. 

Non sono dettagli riservati agli alpinisti esperti: sono le informazioni che permettono di decidere, il giorno prima, se l'uscita prevista è ancora fattibile o se sia meglio optare per un itinerario più breve.

Sentiero escursionistico in montagna all'alba
Crediti fotografici Valentin Barette

L'attrezzatura che fa la differenza sul terreno

Il sistema degli strati, dal primo layer alla giacca impermeabile

Una sola giacca pesante non basta a coprire un'intera giornata di escursione: è la sovrapposizione di più strati, ciascuno con un ruolo preciso, a permettere di adattarsi allo sforzo e alle condizioni meteo senza ritrovarsi fradici di sudore o infreddoliti durante le soste. La guida completa al sistema dei tre strati illustra tutta la logica; in sintesi, il primo strato allontana l'umidità prodotta dal corpo durante lo sforzo, il secondo trattiene il calore senza soffocare e il terzo blocca il vento e la pioggia lasciando respirare la pelle.

Come primo strato, una t-shirt tecnica come ROKA o una versione termica in lana come TYTO mantiene la pelle asciutta invece di lasciare il sudore ristagnare a contatto con il corpo, sia per lui che per lei. Sopra, un pile come PHANTOM trattiene il calore non appena si alza il vento, senza appesantire lo zaino. E come strato esterno, una giacca impermeabile e traspirante resta indispensabile anche quando il cielo sembra sereno alla partenza: è quella che affronta il cambiamento del tempo che la quota spesso provoca in pochi minuti. La TETRAS, disponibile in versione da uomo e da donna, soddisfa questo requisito senza diventare un peso inutile nelle escursioni giornaliere.

Strato base tecnico e piccoli accessori che fanno la differenza

Nelle escursioni di fine stagione, uno short tecnico elasticizzato come PTARMIGAN2 per lui o RIOUPOU per lei lascia tutta la libertà di movimento necessaria nei passaggi tecnici, con un tessuto che si asciuga rapidamente in caso di rovescio. 


Un berretto leggero in fondo allo zaino occupa pochissimo spazio e fa la differenza non appena il vento si rinforza sulla cresta. Spesso sono proprio questi piccoli elementi, dimenticati al momento di preparare lo zaino, a fare la differenza tra un'uscita confortevole e un'uscita abbreviata.

Escursionista in salita su un sentiero alpino
Crediti fotografici Valentin Barette

Proteggersi dal sole e dal vento in quota

In quota, l'esposizione ai raggi UV aumenta a ogni centinaio di metri di dislivello guadagnato e il riverbero sulla roccia o sulla neve accentua l'esposizione, anche con il cielo coperto. Una t-shirt tecnica certificata UPF50+ come TEETREK o GANGA protegge la pelle senza aggiungere uno strato di crema da riapplicare ogni due ore. 


Questa certificazione riguarda il tessuto asciutto: una volta bagnato dal sudore o dalla pioggia, la protezione UV effettiva diminuisce, senza però ridurne l'utilità per la maggior parte dell'escursione.

Escursionisti in pausa su un sentiero di cresta in montagna
Crediti fotografici Valentin Barette

Idratazione, alimentazione e rifornimento in montagna

Lo sforzo in montagna disidrata più rapidamente di quanto si pensi, tra altitudine, sole e aria secca. Calcolate almeno 1,5 litri d'acqua a persona, come raccomandato dalla Federazione Francese dell'Escursionismo, e bevete a piccoli sorsi per tutta la durata della camminata: quando si avverte la sete, il corpo è già in ritardo. Durante un'escursione di diverse ore, è meglio distribuire più punti d'acqua piuttosto che puntare tutto su una sola borraccia grande.


Per preparare un'escursione in montagna, per quanto riguarda l'alimentazione, uno sforzo prolungato si sostiene meglio con piccole quantità regolari di carboidrati che con un pasto abbondante durante il percorso: digerire un pasto abbondante richiede energia che serve anche alle gambe. Frutta secca, barrette energetiche o pan di spezie entrano facilmente in una tasca accessibile, per fare uno spuntino senza fermarsi a lungo. Negli itinerari di più giorni, individuate in anticipo i punti di rifornimento, i rifugi o i villaggi, invece di partire in totale autonomia senza alcun piano di riserva.

Normativa e buone pratiche in montagna

Una parte dei massicci francesi si trova nel cuore di un parco nazionale, dove si applica una normativa specifica: 

  • restare sui sentieri segnalati
  • non raccogliere nulla
  • evitare di fare il bagno nei laghi d'alta quota
  • non accendere fuochi 
  • riportare a valle tutti i propri rifiuti, compresi quelli organici.

Queste regole proteggono fauna e flora d'alta quota fragili, abituate a condizioni estreme ma poco resilienti al calpestio o al disturbo umano.

 Prima di partire, una rapida occhiata ai pannelli informativi all'inizio del sentiero o al sito del parco interessato evita brutte sorprese.


In autunno, non è raro incontrare cacciatori nelle zone boschive o in media montagna: informatevi localmente sui periodi e sui giorni di caccia prima di partire, in particolare nel fine settimana, e preferite abiti dai colori visibili se attraversate zone boschive in questo periodo. 


In caso di dubbi su un itinerario, è meglio chiedere consiglio a un ufficio del turismo o a un comitato locale della FFRandonnée piuttosto che affidarsi unicamente a una traccia scaricata.

Portate infine con voi ciò che serve per dare l'allarme in caso di necessità: il 112 funziona come numero di emergenza europeo anche nelle zone in cui la rete abituale non è disponibile, e un fischietto resta utile per segnalare la propria posizione quando la voce non arriva abbastanza lontano.

Escursionisti e spuntino energetico durante un'escursione in montagna
Crediti fotografici Valentin Barette

Domande frequenti sulla preparazione di un'escursione in montagna

Serve una giacca impermeabile anche in estate in montagna?

È una domanda che sentiamo spesso in negozio e la risposta è sì, senza esitazione. In montagna, l'altitudine cambia le regole: un temporale può formarsi in meno di un'ora, la temperatura scende rapidamente non appena il sole scompare dietro una vetta e il vento in cresta accentua la sensazione di freddo ben oltre quanto indicato dal termometro. Una giacca impermeabile e antivento non è quindi un'opzione riservata all'autunno o all'inverno: è un elemento di sicurezza al pari della carta o della traccia GPS. Il compromesso è il peso: meglio scegliere una giacca leggera e comprimibile piuttosto che un modello pensato per l'escursionismo invernale, per non appesantire lo zaino durante un'uscita estiva.

Quali sono i 10 elementi essenziali da portare durante un'escursione?

L'elenco classico comprende carta e strumento di navigazione, acqua e cibo a sufficienza, abbigliamento protettivo contro il freddo e la pioggia, lampada frontale, kit di primo soccorso, coltello o multiutensile, fiammiferi o accendino, protezione solare, riparo di fortuna e fischietto o strumento per segnalare la propria posizione. In montagna si aggiunge sistematicamente uno strato tecnico supplementare, perché il tempo cambia più rapidamente che in pianura.

Come prepararsi fisicamente per un'escursione in montagna?

La preparazione fisica si costruisce nelle settimane precedenti, non il giorno prima della partenza. Camminare regolarmente con uno zaino carico, salire le scale per abituare le gambe al dislivello e allenare la resistenza a un ritmo moderato permettono di arrivare in montagna con una percezione del proprio ritmo. L'idratazione e il sonno dei giorni precedenti contano quanto l'allenamento stesso.

L'essenziale prima di partire

Preparare un'escursione in montagna significa, in definitiva, sommare diverse preparazioni complementari: quella del percorso, con un itinerario realistico e una traccia affidabile; quella del corpo, con acqua, qualcosa da mangiare regolarmente e un sistema di strati pensato per affrontare gli sbalzi del tempo; e quella del comportamento, rispettando i luoghi attraversati e sapendo come reagire in caso di imprevisti. Nessuno di questi elementi sostituisce gli altri: l'attrezzatura migliore non rimedia a un itinerario mal calibrato e viceversa.