© Valentin Barette / @herryem

Il vento, il lago e la luna

Escursione al Rocher du Vent, sopra il lago di Roselend

Le 16 al Plan de la Lai, nel Beaufortain. Fanny e Antoine hanno la traccia Visorando a portata di mano, ma è soprattutto Antoine a guidare il cammino: appassionato di arrampicata e infermiere a Bourg-Saint-Maurice, è stato lui a proporre questo belvedere per ammirare la luce che cala sul lago di Roselend. Valentin Barrette gli cammina al fianco, macchina fotografica alla mano, per una semplice uscita tra amici della valle.

Negli alpeggi del Beaufortain, la salita verso il Rocher du Vent

Il sentiero parte nell’erba bassa e sale senza deviazioni. Nel pieno della preparazione per il trail del Petit Saint-Bernard, Fanny detta il ritmo senza sforzarsi. Arrivata da Annecy per la stagione invernale, non conosce ancora questo tratto di crinale che Antoine, vosgiano espatriato come Valentin, percorre regolarmente tra un turno di guardia e l’altro. 

Più in basso, la strada del Cormet disegna i suoi tornanti tra gli chalet d’alpeggio. Fanny tiene aperta la giacca TETRAS blu petrolio sopra una felpa chiara: l’aria è mite per l’altitudine, ma il vento da cui la roccia prende il nome comincia già a sferzare la conca.

Orientarsi e godersi la montagna

Ai piedi della parete rocciosa, Antoine tira fuori il telefono. Sono da poco passate le 18 e la mappa di Visorando mostra il lago di Roselend da un lato, quello della Gittaz dall’altro e un piccolo punto blu tra i due, addossato alla roccia. Ingrandisce la mappa, mostra il tratto successivo e Fanny si sporge sopra la sua spalla.

Poi il sentiero cambia natura. Appoggiamo le mani sul calcare, afferriamo un cavo per qualche metro e scavalchiamo un masso. I rinforzi in ripstop del pantalone PTARMIGAN2, nelle zone più esposte, sfregano contro la roccia senza battere ciglio. Antoine ha alzato il colletto della sua giacca TETRAS color timo. È un capo impermeabile a tre strati in poliestere riciclato, confezionato in Polonia, pensato per passaggi di questo tipo, dove il vento arriva da tutte le direzioni.

Il belvedere del Rocher du Vent, il lago di Roselend sottostante

Oltre i 2 300 metri, la roccia si apre bruscamente sul vuoto. Il lago di Roselend si estende più in basso, con una tonalità smeraldo, striato dagli ultimi raggi che filtrano attraverso la coltre di nubi. 

Antoine sale sullo sperone roccioso che conosce a memoria, una sagoma scura stagliata sulle cime. La borraccia passa di mano in mano. Nessun artificio né cronometro: solo la luce dorata di una fine giornata condivisa in vetta.

Ridiscendere dalla Rocca del Vento al calar della sera

Il cielo si tinge di rosa mentre il trio riprende la strada verso il passo tra le lame calcaree. Fanny indossa il suo berretto GEBO per ripararsi dall’aria che si fa decisamente più fredda, Antoine tiene la sua berretto SOWA. In una breccia, le sagome si stagliano controluce sulle pallide creste del Beaufortain. 

In basso, la luna veglia già sopra i rilievi arancioni. Non resta che scendere verso Bourg-Saint-Maurice per concludere la serata con una fonduta ai porcini.

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