Randonnée aquarelle

Un weekend di escursioni e acquerelli

Scritto da: Des Sommets Pour Rebondir

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Da Lagoped crediamo nel potere della montagna di rigenerare corpo e mente. Per questo siamo orgogliosi di sostenere l’associazione grenoblese Des Sommets pour Rebondir , che accompagna donne colpite dal cancro nel loro ritorno all’attività fisica e alla natura. 


Attraverso escursioni collettive in montagna, l’associazione permette loro di ritrovare fiducia in se stesse, energia e solidarietà, condividendo al contempo momenti preziosi al di fuori del contesto medico. Questa collaborazione si inserisce nel nostro impegno: mettere l’outdoor al servizio dei legami umani e del benessere.


Racconto di un fine settimana di escursioni con i membri dell’associazione.

Il fine settimana ad acquerello...
Che dire?

Una boccata d’aria.
Un fine settimana fuori dal tempo.
Uno di quei momenti che ci ricordano quanto siano necessari, quasi quanto una riemersione per un cetaceo (e no, promesso, non ho fumato l’erba dell’altopiano).

C’era tutto.
Fiori in abbondanza, in gara tra loro per bellezza e per ispirarci (a volte involontariamente in modo astratto).
Animali selvatici: grifoni, ermellini, marmotte, camosci, stambecchi e rane.
Paesaggi di una profondità vertiginosa, con vista ricorrente sulla Meije.
Guide di grande gentilezza (Damien e Jeanne), appassionate di montagna, arte e botanica.
E, last but not least, noi, la compagnia delle artiste in erba, sempre desiderose di goderci insieme questi preziosi momenti, da allegre mattacchione quali sappiamo essere.

Escursione ad acquerello

Primo giorno

Poiché la strada principale era bloccata, auto e camper degli umani desiderosi di rinfrescarsi in quota si ritrovarono, nello stesso momento, sull’UNICA stradina di montagna stretta, con un precipizio da un lato e una parete rocciosa sporgente dall’altro. Accadde ciò che doveva accadere: tutta quella gente rimase bloccata.


Per fortuna, dall’auto che ci precedeva sbucò un ex camionista, probabilmente campione di Tetris. Il nostro salvatore si mise a dirigere quell’intrico di auto, mentre guidava suo figlio di 17 anni.


Con il suo aiuto, quello di Damien, che parla tutte le lingue possibili, di Sandrine, che bloccò in anticipo i veicoli pronti a gettarsi nella tana del lupo, il mio, dopo essere stato rimbrottato da un tedesco misogino, e quello di Carole, che guidò l’auto con mano sicura (e che, grazie ai finestrini del conducente languidamente abbassati, fu corteggiata spudoratamente e piacevolmente da un simpatico belga di passaggio), riuscimmo finalmente a raggiungere il punto d’incontro, nei pressi di Mizoen.


Pranzo sul posto, poi salita impegnativa sotto un sole cocente.


Senza cinema, Damien ci propone allora un primo esperimento artistico davanti a un laghetto. Laghetto sulla cui riva Sandrine ci fa da parafulmine per le zanzare, come per tutto il fine settimana, dato che la sua dedizione all'associazione non ha limiti (grazie Sandrine! ;-) ).


Arrivate al rifugio des Clots, abbiamo il tempo di prendere un aperitivo prima che scoppi un temporale. Rifugiate al chiuso, lasciamo libero sfogo alla nostra creatività prima del pasto. Poi alcune, ispirate dai fulmini, si divertono con Damien e Jeanne a Odin, un gioco di Carine, prima che tutte si addormentino serenamente, dopo tutti questi sforzi ed emozioni.

Escursione ad acquerello
Escursione ad acquerello

Seconda giornata

Salita sull'altopiano d'Emparis, passando sopra la cascata de la Pisse. Poiché il panorama è magico, ci fermiamo di nuovo a disegnare a matita. Ma si avvicina l'ora del picnic e gli stomaci brontolano. Ripartiamo verso il rifugio Les Mouterres.

La custode rimprovera Damien per la scelta dei posti letto, dichiarando di voler parlare solo con la caposquadra, Sandrine. La cosa ci fa ridere e, del resto, resterà un argomento di bonaria ilarità per tutto il fine settimana.


Dopo esserci sistemate in un dormitorio tutto per noi e aver fatto un picnic sotto un ombrellone desideroso di liberarsi della sua condizione di dispensatore d'ombra per volare verso cieli attraenti con l'aiuto del suo compagno vento, ripartiamo per un'escursione. 


Sandrine scopre delle stelle alpine nel luogo in cui ci fermiamo per disegnare un paesaggio fatto di diverse sfumature, a seconda della profondità dello sguardo. Minerale, vegetale, azzurro del cielo: tutto si sovrappone, si intreccia o si mescola. 


Alcune provano con l'inchiostro, altre con l'acquerello, tutte aiutate dall'occhio esperto e dai consigli di Damien. Immerse nelle nostre meditazioni artistiche, ci accorgiamo a malapena del tempo che passa. 

Escursione ad acquerello
Escursione ad acquerello

Presto, dobbiamo tornare in tempo per il pasto! Ci riusciamo, con appena cinque minuti di margine, sufficienti perché alcune si cimentino involontariamente nel canto lirico sotto una doccia gelida. 


Cena al rifugio, dove alcuni giovani uomini al tavolo accanto si chiedono a voce alta se sono belli. 

Inquietudine viscerale provocata dalla vicinanza di fiori, ciascuno più bello dell'altro? Non lo sapremo mai...


Abbandonando queste domande metafisiche, prendiamo il dessert all'aperto, insieme al genepì fatto in casa offerto dal custode del rifugio, che ci aiuta (oppure no?) a distinguere gli stambecchi sulla milza. Ehm no, sulla cresta. ;-). Tante risate alla fine della giornata.


Dopo alcune partite a Odin per alcune di noi, partiamo per raggiungere le morbide braccia di Morfeo.

Escursione ad acquerello

Terza giornata

Dopo un risveglio tranquillo (l'ora, leggermente mattiniera, è stata decisa dalla nostra amatissima caposquadra Sandrine su esplicita richiesta della custode del rifugio), lasciamo l'altopiano di Emparis. 

Mentre camminiamo, incontriamo camosci saltellanti, avvoltoi tranquilli, fiori variopinti e discutiamo di psicogenealogia e di altre appassionanti ricerche genealogiche.


Picnic e, di nuovo, una pausa di acquerello/inchiostro/disegno, un vero momento sospeso.
Poi, una nuova discesa ripida, sotto un sole cocente. 

Attraversiamo una frazione al centro della quale troneggia una fontana, la cui acqua ci attira irresistibilmente. Nadine fa ciò che molte sognavano in segreto: annaffia Damien. Si trasforma in una battaglia generale e finiamo fradice, rinfrescate e felici di esserci divertite come bambine. 

Arrivate alle auto, Damien ci propone un nuovo esercizio: ritrarci a vicenda. Le nostre opere sono involontariamente più feroci delle caricature della collina di Montmartre, ma è interessante. 

Infine, ripartiamo verso la nostra quotidianità, rinvigorite da questo fine settimana rigenerante, tra una natura magnifica, risate, discussioni metafisiche e meditazioni artistiche accompagnate dai preziosi consigli della nostra guida.

Grazie a Damien, Jeanne e a tutte le ragazze per questo fine settimana meraviglioso, fuori dal tempo. Rimarrà a lungo nei nostri ricordi. «

Firenze

Escursione ad acquerello