Tiphaine Dupérier punta alla vetta del Nanga Parbat (8125 m)
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Sci-alpinista, guida alpina d’alta quota e membro della Lagoped Family, Tiphaine Dupérier non è il tipo da collezionare vette, ma piuttosto linee estetiche, esperienze intense e avventure umane. Dopo due tentativi sulle pendici del mitico Nanga Parbat in Pakistan, riparte con determinazione per una terza spedizione, dal 15 maggio a metà luglio 2025, accompagnata dai compagni di cordata Boris e David, e naturalmente dalla sua attrezzatura Lagoped.
Con lei, nessuna ricerca del record: solo il desiderio di vivere un’avventura autentica, impegnativa e fedele ai suoi valori di sobrietà e armonia con la montagna.
Questo nuovo progetto di Tiphaine Dupérier si sviluppa nell’arco di quasi due mesi, con un’acclimatazione strategica di tre settimane in Nepal, nella regione del Khumbu. Una tappa importante per massimizzare le sue possibilità sul terreno, limitando al contempo la fatica. Quest’anno ha scelto un approccio più graduale: «Si può restare in quota anche quando il tempo è brutto, mantenendo comunque un certo comfort. È meno faticoso e più efficace», racconta.
Dopo questa fase di adattamento, si parte alla volta del Pakistan per l’obiettivo principale: il Nanga Parbat, una vetta alta 8.125 metri, nota per essere una delle più temibili dell’Himalaya, soprattutto per la sua parete Rupal, una delle pareti più alte del mondo.
Guida alpina nelle Alpi e in tutto il mondo, Boris è uno degli sciatori d’alta quota più discreti e talentuosi che si possano trovare. Ha effettuato prime discese con oltre mille metri di dislivello sciabile.
Sulla scena himalayana, David appartiene alla categoria di coloro che resistono nel tempo. Avendo iniziato la sua carriera sulla terza vetta più alta del mondo nel 2003, oggi ha scalato 6 degli 14 8000. Inoltre, nel 2022 ha salito l’Everest in solitaria e senza ossigeno.
Se i precedenti tentativi sono stati interrotti dalle condizioni o dalla prudenza, l’obiettivo resta invariato: completare una discesa con gli sci sul Nanga Parbat in stile alpino, leggera e autonoma. «È la terza volta che ci proviamo. Desidero davvero riuscirci questa volta», dice. Ma nulla è deciso. La squadra resta attenta alla montagna, pronta ad adeguare i propri piani in base alle condizioni.
Nel suo zaino, Tiphaine porta una giacca e un paio di pantaloni Lagoped appositamente adattati a questo tipo di spedizione. Capi tecnici progettati per resistere al vento, al freddo e alle manipolazioni ripetute, offrendo al contempo una reale libertà di movimento.
"I miei pantaloni sono un mix tra pantaloni da alpinismo e da sci. Niente rinforzi in fondo, ma una vestibilità studiata per lo sforzo, con ghette integrate e due tasche cargo sulle cosce – ancora un po' basse, ci stiamo lavorando", precisa.
La giacca segue lo stesso principio di ottimizzazione: polsini studiati per i movimenti tecnici, tasche ben posizionate per rimanere accessibili con un'imbracatura, interno in mesh per riporre gli accessori. Dettagli funzionali, testati sul campo, e in continua evoluzione.
Tiphaine non è solo un'utilizzatrice: partecipa attivamente all'evoluzione dell'abbigliamento Lagoped. Ogni resoconto delle spedizioni alimenta le versioni future: posizione delle tasche, lunghezza delle cerniere, scelta dei materiali, traspirabilità, resistenza, ecc. "Per esempio, sui pantaloni stiamo ancora cercando la posizione giusta per la tasca dell'ARVA, per evitare che finisca sul ginocchio."
Questo dialogo costante tra terreno e design, tra uso estremo e volontà di responsabilità ambientale, fa parte del DNA di Lagoped. E Tiphaine ci tiene tanto quanto ai suoi sci.
Per quanto riguarda lo sci, Tiphaine perfeziona anche la sua attrezzatura: scarponi in carbonio, sci più corti ma più maneggevoli sulla neve dura. La tenda è leggera, ma spaziosa per tre persone. Il peso resta una questione costante: "Non sono una professionista dell’ultralight, ma è un aspetto su cui lavorare. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra comfort, sicurezza e prestazioni."
Al suo ritorno, Tiphaine Dupérier ci ha concesso un'intervista e ci ha raccontato l'ascensione, la vetta e la discesa.