Nommer la nature, engagement Lagoped

Dare un nome per proteggere meglio la natura: l’impegno di Lagoped

Scritto da: Enora Gelot

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La natura non è un terreno di gioco né uno sfondo immobile per le nostre avventure. È una immensa aula dove ogni osservazione è una lezione. Come spiegava Doug Peacock, naturalista e scrittore americano, osservare gli animali senza disturbarli, con attenzione e rispetto, è un modo per imparare dal mondo selvatico. Questa capacità di nominare e riconoscere ogni elemento della natura svolge un ruolo centrale nella nostra comprensione e nel nostro rispetto dell’ambiente.

La natura è una grande aula

Doug Peacock, naturalista e scrittore americano, sottolinea in Itinerario di un ecoguerriero che la natura è innanzitutto un’immensa aula. Invita a imparare dagli animali selvatici attraverso un’osservazione attenta, senza mai disturbarli nelle loro attività. Secondo lui, «Il mondo ha come unica vastità quella che gli accordiamo.» Per comprendere davvero i luoghi e le creature selvatiche, bisogna saper ascoltare ed essere presenti. Peacock ricorda quanto sia difficile mantenere questa attenzione, soprattutto in gruppo, dove la dinamica sociale può svuotare la curiosità e l’attenzione, entrambe vitali per cogliere la ricchezza del vivente.


Joëlle Zask, filosofa francese, sviluppa in Stare da qualche parte sulla Terra l’idea che l’osservazione della natura passi dalla capacità di nominare e distinguere. Spiega che questa facoltà è legata all’apprendimento del linguaggio, che consente di strutturare la nostra percezione del mondo. Senza un vocabolario ricco, diventa difficile notare la varietà delle realtà che ci circondano. L’incapacità di nominare limita la nostra comprensione e, di conseguenza, il nostro potere di agire: «In mancanza delle parole e delle nozioni per notare ed esprimere la varietà delle realtà e le loro singolarità, siamo condannati a restare in superficie.»


In Il dettaglio del mondo, Romain Bertrand sviluppa ulteriormente questa riflessione, mostrando che la nostra perdita di un vocabolario specifico, in particolare per designare la natura, si accompagna a una forma di crescente disattenzione. Secondo lui, «Non è che il mondo sia muto, ma abbiamo dimenticato la sua lingua.» Le parole per descrivere le cose più semplici – il margine di un bosco, un insetto familiare – tendono a scomparire, causando una progressiva disconnessione dal nostro ambiente. La ricchezza del linguaggio non permette soltanto di affinare la nostra percezione, ma anche di moltiplicare le nostre interazioni con il vivente.


Infine, nel suo omaggio a Jean Dorst, ornitologo francese e autore del manifesto Avant que nature meure, il paleontologo Yves Coppens ricorda l’importanza di conoscere la natura per proteggerla meglio. Studiare i meccanismi della vita non basta: bisogna anche imparare ad apprezzarne la bellezza. Come sottolineava Dorst: «In definitiva, la natura sarà salvata solo dal nostro cuore.» Questa conoscenza sensibile, emotiva oltre che scientifica, resta essenziale per preservare ciò che ci circonda. Senza parole, è impossibile distinguere le diverse specie di coleotteri, apprezzare la sottigliezza di un’elitra o identificare gli ocelli di una farfalla. Il mondo muto è un mondo dimenticato.

I nomi dei capi Lagoped sono importanti

L’impegno di Lagoped per la biodiversità alpina

Il lagopede alpino, uccello simbolo delle montagne, ha ispirato il nostro marchio. Piccolo galliforme delle dimensioni di una pernice, vive sulle vette dell’emisfero settentrionale. Questo uccello è sopravvissuto agli ultimi grandi sconvolgimenti climatici di 10.000 anni fa ed è considerato una reliquia glaciale. Si è adattato alle condizioni estreme e cambia il colore del piumaggio con il susseguirsi delle stagioni, passando dal bianco invernale al marrone estivo per mimetizzarsi nell’ambiente circostante. È così diventato un simbolo di resilienza e discrezione e incarna valori cari a Lagoped: sobrietà e adattamento, prendendo dalla natura solo il necessario.

Dare un nome alla natura, un impegno per Lagoped
Crediti: Baptiste Deturche

I nostri capi rendono omaggio a questo animale attraverso le diverse traduzioni del suo nome:

  • KIIRUNA: Lagopede in finlandese 

  • MESDALG: Lagopede in coreano (멧닭)

  • NAGALAKA: Lagopede in inuit

  • PARTMIGAN: Lagopede in inglese

  • PERDIZ: Pernice in spagnolo

  • PERNICE: Pernice in italiano

  • RAICHO: Lagopede in giapponese (ライチョウ)

  • RYPA: Lagopede in svedese e norvegese (ripa o rype)

  • TAPAKILA: Pernice in malgascio


Dare un nome alla natura, un impegno per Lagoped
Crediti: Baptiste Deturche

Oltre al lagopede, il marchio celebra altre specie affascinanti, spesso poco conosciute, straordinarie per i loro comportamenti e le loro caratteristiche, nonché per la loro capacità di adattamento:

  • BUBO: il Gufo reale europeo (Bubo bubo), il più grande rapace notturno del mondo

  • CARCAJOU : Chiamato anche ghiottone (Gulo gulo), questo predatore delle tundre artiche è famoso per la sua voracità e forza.

  • DOHLE : La taccola (Coloeus monedula), uccello socievole spesso avvistato in volo acrobatico, prende questo nome in tedesco.

  • GELINOTTE : La francolino di monte (Tetrastes bonasia), discreta e tipica del sottobosco d’altitudine o delle foreste fredde

  • HARFANG : Il gufo delle nevi (Bubo scandiacus), maestoso rapace bianco emblematico del Québec.

  • PIKA : (Ochotona princeps) Piccolo mammifero erbivoro delle montagne dell’Asia e dell’America, famoso per i suoi richiami acuti e le sue riserve d’erba.

  • ROKA : Significa volpe (Vulpes vulpes) in ungherese, un omaggio all’astuto predatore delle foreste e delle montagne.

Dare un nome alla natura, un impegno per Lagoped
Crediti: Baptiste Deturche
  • RUPRICAPRA : Nome scientifico del camoscio, simbolo di agilità e resistenza alpina.
  • SKAGGGAM : Il gipeto barbuto (Gypaetus barbatus) in svedese, un avvoltoio emblematico delle Alpi, noto per spezzare le ossa per nutrirsene.

  • TENGMALM : La civetta capogrosso (Aegolius funereus), rara e protetta, silenziosa abitante delle foreste boreali.

  • TETRAS : Il gallo cedrone (Tetrao urogallus), un grosso galliforme che vive nelle foreste di conifere del nord e delle montagne europee.

Dare un nome alla natura, un impegno per Lagoped
Crediti: Baptiste Deturche

Attraverso i nostri capi, desideriamo non solo vestire chi esplora la natura, ma anche raccontare la storia di queste specie e sensibilizzare alla loro protezione.

Imparare a dare un nome agli elementi della natura significa riallacciare i rapporti con un sapere essenziale. Ogni parola, ogni nome è una porta aperta verso una migliore comprensione del mondo selvaggio. Da Lagoped crediamo che conoscere significa amare, e amare significa proteggere .