Il colpo di Brice, di Xavier Cailhol e Symon Welfringer
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Questa è la storia di un’idea divertente che germoglia nel corso di una stagione improbabile. Una storia che inizia con la glaciologia, prosegue con un canalino ripido e finisce con lo sci su pendenze ripide lungo un itinerario che ancora non esisteva. Il genere di apertura che mescola improvvisazione (questo termine tanto caro a Yann Borgnet), impegno e una buona dose di umorismo per non prendersi troppo sul serio. Dai, ve la raccontiamo.
Due settimane fa salgo sulla Grande Casse per effettuare rilievi glaciologici nei Grands Couloirs e sulla parete nord, nell’ambito del mio dottorato. Programma di studio, se non fosse che, invece di limitarmi a una semplice salita, decido di passare per Folie Douce con mio fratello. Questo canalino, che non veniva percorso da un bel po’, è finalmente in condizioni.
Durante la discesa, faccio i miei rilievi e individuo una linea che avevo già notato in primavera. All’epoca era composta soprattutto da un diedro pieno di sassi. Ma ora… è tutta un’altra cosa. L’inizio, davvero ripido, è ormai bianco di neve fredda. E l’idea comincia a germogliare: E se ci andassimo in modalità discesa con gli sci?
Qualche giorno dopo, Symon e io discutiamo dei nostri progetti per la settimana. L’idea iniziale era andare su terreno misto alle Grandes Jorasses. Ma le condizioni là non sono ideali. Allora gli lancio: — Symon, e se andassimo a sciare questa linea?
Sci ripido, parete nord, a ottobre, con le prime curve della stagione su pendenze di 50°? Non serve dirgli altro. Chiudiamo gli zaini e ripartiamo, direzione Grande Casse. Seconda salita della settimana, ma questa volta con gli sci.
La salita attraverso i Grands Couloirs viene inghiottita rapidamente. Sbuciamo in vetta, con il naso rivolto verso la parete nord. Lancio a S un:— Mazette, è ripido.
Oh sì, è ripido. E soprattutto è tutto ben bianco. La neve è rimasta fredda, tiene bene e, per ora, tutto si preannuncia perfetto. Cominciamo scendendo in disarrampicata per qualche metro su placche quasi verticali ricoperte da 40 cm di neve. Symon piazza un buon friend a cavo, con un friend come riserva. Scendo con una prima doppia da 30 m e trovo una fessura perfetta per una sosta. Seconda doppia, questa volta ben verticale, e finalmente arriviamo in un canale sciabile. Mettiamo gli sci.
Prima curva: non semplice. Seconda: ancora niente. La pendenza è di ben 50° (sempre secondo i manifestanti, la polizia della pendenza ripida ne dichiarerebbe 47,85°), il canale è stretto e ogni gesto conta. Qualche metro più in basso, il canale si restringe ancora. Questa volta non c’è scelta: ci si tolgono gli sci, si scendono cinque metri in disarrampicata e poi si rimettono gli sci. Il seguito? Una bella parete ripida, qualche curva fluida… fino a un nuovo sperone di ghiaccio e rocce che ci costringe a toglierci di nuovo gli sci. Un’altra doppia da 30 metri e poi: felicità, una bella pendenza rettilinea di 600 m a più di 45°, con 30 cm di neve farinosa fredda. Infiliamo una curva dopo l’altra, con un sorriso stampato sul volto, e arriviamo in fondo alla parete euforici e felici. La stagione comincia BENEEEEEEEEEE!