Lucien Chaillot - Sur les trace du renard Bleu

Sulle tracce della volpe Bleu

Scritto da: Lucien Chaillot

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Il richiamo del mistero ci ha condotti nel cuore delle terre selvagge della Svezia, sulle tracce della volpe azzurra. Questo viaggio, tanto un'avventura quanto una ricerca, ci ha immersi nell'affascinante mondo della volpe artica (Vulpes lagopus), il cui manto si tinge di blu in primavera, durante il periodo della muta.

È attraverso racconti ancestrali e ricerche meticolose che abbiamo scoperto l'importanza di questo animale mitico. Per i Sami è sacro; per i cacciatori di pellicce rappresenta una fonte di reddito. La volpe azzurra, comparsa durante l'ultima grande glaciazione, ha attraversato i secoli con il suo magnifico mimetismo, un'armatura di pelliccia che la rende tanto sfuggente quanto spettacolare.

Il nostro viaggio ci ha condotti verso l'immensità selvaggia del Sarek, un parco nazionale situato nel nord della Svezia, riconosciuto come la più grande riserva di biodiversità scandinava. Lì, in questo scrigno di natura incontaminata, abbiamo intrapreso la nostra ricerca per osservare questo animale leggendario.

Attraversando la taiga, la tundra, valli glaciali e fiumi impetuosi, ogni passo ci avvicinava al nostro obiettivo. Abbiamo condiviso momenti preziosi con gli abitanti del luogo, arricchendo il nostro viaggio con le loro conoscenze e leggende. La pazienza e l'osservazione furono le nostre guide in questa avventura, perché la volpe azzurra, maestra del mimetismo, si rivela solo a chi sa aspettare.

IL TEAM: Gli Avventurieri della Volpe Azzurra

Andare alla ricerca della volpe azzurra, questa misteriosa abitante delle terre artiche, richiede molto più di curiosità e passione. Serve un team dalle competenze diversificate e una logistica orchestrata alla perfezione. È così che si è formato il nostro team, ognuno portando la propria competenza unica in questa ricerca.

Alix RENARD:

Alias: Alik

La passione di Alix per il Grande Nord si è risvegliata attraverso i racconti letterari e i suoi numerosi viaggi. Da sempre è affascinata dalla leggendaria bellezza della volpe azzurra. È la sua incrollabile volontà di andare alla ricerca di questo animale mitico ad aver dato vita a questa avventura. La sua determinazione e il suo entusiasmo sono le forze trainanti della nostra spedizione.

Lucien CHAILLOT:

Alias: Tétralu

Esploratore delle regioni polari e naturalista esperto, Lucien porta al team una ricca esperienza sul campo e un'inestimabile competenza logistica. Soprannominato Tétralu per la sua perfetta imitazione del fagiano di monte, è la nostra guida nelle vaste distese selvagge. Il suo istinto e la sua profonda conoscenza della fauna artica sono fondamentali per il successo della nostra missione.

Anne OGEREAU:

Alias: Nouk

Fotografa rinomata e viaggiatrice instancabile, Anne è l’occhio artistico della nostra squadra. La sua capacità di catturare la bellezza incontaminata della natura e i momenti fugaci della nostra ricerca la rendono un membro indispensabile. Grazie al suo talento, ogni impronta lasciata dalla volpe azzurra e ogni sorriso di meraviglia vengono immortalati in immagini che raccontano la nostra avventura molto meglio delle parole.

Baudouin DE LA ROCHE:

Alias: Baudibulder

Logista eccezionale e vero tuttofare, Baudouin è il nostro MacGyver. Soprannominato Baudibulder per le sue capacità nel fai da te e la sua ingegnosità senza limiti, si assicura che la nostra spedizione funzioni come un orologio ben oliato. Grazie a lui, possiamo fare trekking per giorni, sapendo che ogni accampamento sarà allestito con efficienza e che il nostro fuoco quotidiano non si spegnerà mai.

Sulle tracce della Volpe artica - Lucen Chaillot
Credito: Anne Ogereau

PIANIFICAZIONE: una ricerca disegnata dalla natura

Ogni tappa del nostro percorso è stata pianificata meticolosamente per massimizzare le nostre possibilità di osservare la volpe azzurra. L’itinerario iniziale è stato tracciato sulla base degli habitat primaverili della volpe artica, ma rimaneva teorico. Seguendo le tracce lasciate dai suoi spostamenti precedenti, è nato il nostro nuovo itinerario. La mappa della nostra avventura è segnata dalle sfide naturali della Scandinavia, che modificano ancora una volta il nostro itinerario, rendendo questa ricerca ancora più stimolante.

Navigare in questo territorio richiede una preparazione meticolosa e un adattamento costante alle condizioni mutevoli. Tutto ciò è stato previsto grazie al nostro equipaggiamento e ai nostri mezzi di spostamento. Gli ostacoli che avevamo potenzialmente individuato, che si trattasse dell’attraversamento di fiumi gelidi, di tempeste, di forti nevicate o di terreni scoscesi, ci hanno richiesto una preparazione preliminare per ciascuno di essi.

SAREK: l’eldorado della volpe azzurra

La nostra ricerca ci ha condotti nel cuore del Sarek, un vero eldorado per la volpe artica. Questo territorio selvaggio e incontaminato della Svezia è una delle ultime roccaforti in cui questo maestoso animale può essere osservato nel suo habitat naturale.

Questo parco nazionale non è solo un rifugio per la biodiversità; è anche raggiungibile in treno e con i mezzi pubblici, un criterio essenziale per la nostra avventura rispettosa dell’ambiente. Il viaggio in treno ci ha permesso di ammirare la transizione dei paesaggi svedesi, dalle città vivaci alle vaste distese selvagge, riducendo al minimo la nostra impronta di carbonio.

Il Sarek ospita i fiumi selvaggi più belli della Svezia, da torrenti impetuosi a corsi d’acqua tranquilli che serpeggiano attraverso valli glaciali. Questi fiumi aggiungevano un’ulteriore dimensione alla nostra avventura.

In definitiva, la nostra avventura nel Sarek non era soltanto alla ricerca della volpe artica, ma un’esplorazione della nostra capacità di meravigliarci di fronte allo splendore del mondo naturale.

ZONA BIANCA: L’avventura in ambiente isolato

Questa ricerca ci ha condotti in zone bianche, lontane da qualsiasi infrastruttura di soccorso. Questa realtà imponeva una preparazione rigorosa e un equipaggiamento di sicurezza adeguato per affrontare gli imprevisti di questa spedizione in ambiente isolato.

L’assenza di reti di comunicazione moderne in queste zone remote ci obbligava a prevedere ogni possibile scenario. Per questo abbiamo portato con noi attrezzature di sicurezza e di soccorso specifiche per questo tipo di avventura.

Comunicazione satellitare (InReach): Per restare in contatto con il mondo esterno e inviare segnali di soccorso in caso di emergenza, ci siamo dotati di un dispositivo di comunicazione satellitare InReach. Questo strumento ci permetteva di condividere la nostra posizione e chiedere aiuto se necessario, nonostante l’assenza di copertura di rete.

Ogni membro della nostra squadra era stato formato al primo soccorso e alle tecniche di sopravvivenza in ambienti isolati. Questa formazione era fondamentale per garantire la sicurezza collettiva e per essere pronti a reagire rapidamente in caso di necessità.

Kit di primo soccorso avanzato: Consapevoli dei rischi insiti in una spedizione di questo tipo, abbiamo incluso nel nostro equipaggiamento un kit completo di primo soccorso. Comprendeva dispositivi di immobilizzazione per trattare eventuali fratture, penne di adrenalina per le reazioni allergiche gravi e una scorta di farmaci vari per affrontare diverse emergenze mediche.

Equipaggiamento di sopravvivenza: La natura selvaggia del Sarek richiede anche robuste attrezzature di sopravvivenza. Coperte termiche, utensili multiuso e materiali per accendere un fuoco erano essenziali per garantire la nostra sicurezza e il nostro comfort durante i bivacchi all’aperto.

L’OSSERVAZIONE: una sfida naturale

La nostra avventura era molto più di una semplice spedizione nella natura. Era un’immersione totale nell’habitat della volpe artica, un tentativo di comprendere e apprezzare la bellezza di questo animale nel suo ambiente naturale. Ogni giorno portava con sé sorprese e sfide, ricordandoci costantemente che eravamo soltanto ospiti nel regno di questa volpe mistica.

Il nostro approccio consisteva nell’organizzare punti di osservazione vicino agli indizi della presenza della volpe artica. Che si trattasse di impronte nella neve, tane o tracce della presenza delle sue prede (pernice bianca), ogni segno ci guidava verso luoghi strategici dove potevamo sperare di avvistare questo animale leggendario. Questi punti di osservazione, scelti con cura, erano essenziali per massimizzare le nostre possibilità di incontro.

L’attrezzatura per l’osservazione, sebbene fondamentale, aggiungeva un’ulteriore dimensione alla nostra logistica. I binocoli e le macchine fotografiche dovevano essere costantemente a portata di mano, appesi al collo, pronti per essere utilizzati in qualsiasi momento. Questa necessità di vigilanza continua ci obbligava a essere sempre all’erta, attenti ai minimi movimenti e suoni della natura circostante.

La gestione delle batterie delle nostre macchine fotografiche costituiva un’altra sfida. Durante gli spostamenti, lontani da qualsiasi fonte di elettricità, dovevamo pianificare attentamente l’uso di ogni batteria e portare con noi abbastanza ricariche per tutta la durata della spedizione. Le fredde condizioni climatiche del Sarek riducevano la durata delle batterie, costringendoci a trovare metodi ingegnosi per conservarle al caldo e mantenerle operative.

Tuttavia, tutti questi sforzi erano ricompensati da momenti di pura magia. Osservare la fauna artica nel suo habitat naturale, vederla muoversi con grazia e agilità, era un’esperienza inestimabile. Ogni osservazione, ogni fotografia scattata, diventava una testimonianza della nostra avventura e della nostra pazienza.

Sulle tracce della volpe blu - Lucien Chaillot
Credito: Anne Ogereau
Sulle tracce della volpe blu - Lucien Chaillot
Credito: Anne Ogereau

FJALLRAVEN: un animale emblematico

Una parola svedese risuonava spesso: Fjällräven. Tradotto letteralmente, «Fjäll» significa montagna e «Räven» volpe, formando così «la volpe delle montagne». Questo termine non si limita a descrivere un semplice animale; incarna un simbolo profondamente radicato nella cultura e nella storia svedesi.

La volpe artica, o volpe delle montagne, è una specie protetta in Svezia da diversi decenni. Questa protezione è essenziale per la conservazione di questo animale emblematico, le cui popolazioni hanno subito un pericoloso declino nel corso degli anni a causa di diversi fattori ambientali e umani. Gli sforzi di conservazione hanno permesso di stabilizzare alcune popolazioni, ma la volpe delle montagne rimane una specie vulnerabile.

Per il popolo Sami, originario della regione, la volpe delle montagne è molto più di un semplice animale. È venerata e rispettata, simboleggiando la saggezza e l’astuzia, qualità essenziali per sopravvivere nelle condizioni rigide dell’Artico. Le leggende e le storie tramandate di generazione in generazione vedono spesso protagonista questa volpe, creando un legame profondo tra i Sami e il loro ambiente naturale.


Questo protocollo, con l'ubicazione del bivacco e il processo di messa in sicurezza, era stato predisposto con largo anticipo, prima della partenza dalle Alte Alpi.

La nostra avventura alla ricerca della volpe artica era molto più di una semplice spedizione naturalistica. Era un viaggio nel cuore della cultura svedese, un'immersione nelle leggende sami e una lezione di rispetto per la natura. La volpe artica, con la sua storia e il suo simbolismo, ha arricchito la nostra ricerca, trasformando la nostra avventura in una vera e propria odissea.

SAREK, DRITTO DAVANTI A NOI

Quest'anno l'inverno si attardava sulle terre scandinave e il mese di maggio era ancora tinto di bianco. Nonostante le previsioni meteorologiche e gli scambi con gli abitanti del luogo, che confermavano un innevamento eccezionalmente abbondante, ci rifiutavamo di abbandonare la nostra ricerca. Al contrario, vedevamo questa situazione come un'opportunità di avventura unica, un'immersione totale nei paesaggi innevati del Sarek.

Ai piedi delle montagne del Sarek, completavamo i preparativi, consapevoli dell'importanza di adattarci alle condizioni mutevoli. Lucien, il nostro esperto di logistica, riesaminava le mappe, cercando possibili passaggi attraverso gli accumuli di neve. La questione delle ciaspole si poneva con insistenza e bisognava prendere rapidamente una decisione. Di fronte a queste sfide impreviste, rimanevamo risoluti e determinati.

Il giorno della partenza salivamo sull'autobus comunale, il nostro mezzo di trasporto fino al villaggio di Kvikkjokk. Non era un semplice autobus navetta, ma anche un veicolo multiuso utilizzato per il trasporto scolastico e la consegna della posta. Fermata dopo fermata, scoprivamo angoli di pace nascosti, luoghi remoti della Scandinavia conosciuti solo dagli abitanti del posto.

Più ci avvicinavamo al Sarek, più la natura invernale si rivelava ai nostri occhi. I laghi erano ancora ghiacciati, la neve ricopriva la taiga e nell'aria regnava un'atmosfera di freddo intenso. Seduti a bordo dell'autobus, eravamo silenziosi, rapiti dalla grandiosità e dalla bellezza di questo ambiente selvaggio. In quel momento, un pensiero comune attraversava le nostre menti: lasciarci guidare dalla natura.

NEL CUORE DELLA TAIGA

La taiga, conosciuta anche come foresta boreale, può sembrare austera a prima vista, ma ospita una ricchezza naturale incredibile. Non appena muoviamo i primi passi in questa distesa di pini silvestri, i nostri sguardi si perdono nell'immensità di questa fitta volta arborea. Abituati ai rilievi e alla diversità degli habitat dell'Europa occidentale, ci ritroviamo immersi in questa foresta boreale, senza alcun indizio dei nostri progressi lungo l'itinerario tracciato.

Dopo diverse ore di cammino, iniziamo a guadagnare quota, salendo leggermente. Le aperture nel fitto fogliame rivelano i primi contrafforti delle montagne del Sarek, come finestre su un mondo sconosciuto. Questo percorso attraverso la taiga, con le sue piccole radure colorate, le tracce degli alci e i fruscii di ali furtive, ci pervade di una nuova energia. Percepiamo il risveglio di un universo completamente diverso, un'atmosfera carica di mistero e promesse.

Alle porte di questo nuovo mondo, decidiamo di montare il nostro primo campo. Sotto la fitta volta della taiga, troviamo un luogo ideale, al riparo da sguardi indiscreti. Unendo le nostre forze, montiamo la tenda e prepariamo il campo, pronti a esplorare ulteriormente questo ambiente unico. Il crepuscolo nella taiga è uno spettacolo a sé, con le sue luci soffuse e le ombre in movimento, che ci avvolgono in un'atmosfera magica.

ATTRAVERSAMENTO DELLE MONTAGNE

Le Alpi Scandinave, sebbene diverse dalle loro omologhe europee, offrono una natura tanto incontaminata quanto diversificata. Tra cime scoscese e creste maestose si estendono valli glaciali costeggiate da ghiacciai e cascate, che si riversano in laghi e torbiere. Questi paesaggi selvaggi sono collegati da fiumi dalle acque blu e gelide, evocando i movimenti aggraziati della volpe azzurra.

In questa atmosfera incantata, abbiamo intrapreso il nostro viaggio alla ricerca della volpe azzurra, scrutando ogni angolo alla ricerca del minimo indizio della sua presenza. Questo animale mitico trova il suo habitat privilegiato tra le pietraie, dove si mimetizza perfettamente nel paesaggio roccioso. Sfruttando l'effetto sorpresa, caccia la pernice bianca e la lepre variabile, dominando perfettamente il suo ambiente montano. Per avanzare efficacemente attraverso questi terreni scoscesi, abbiamo sfruttato al massimo i nevai ancora ghiacciati. Questi campi di neve compatta ci hanno permesso di evitare le pietraie e i dislivelli difficili, alleggerendo così il carico dei nostri zaini già pesanti. Ogni passo ci avvicinava un po' di più al nostro obiettivo.

Sulle tracce della Volpe artica - Lucen Chaillot
Credito: Anne Ogereau

TREKKING/PACKRAFT BI-DISCIPLINA

Ispirandoci alla volpe artica e al suo adattamento stagionale, anche noi abbiamo adottato un approccio flessibile per i nostri mezzi di spostamento, nella ricerca della volpe azzurra. La primavera scandinava, con la sua magia particolare e le sue sfide naturali, ci ha spinti a innovare combinando trekking e packraft per attraversare i paesaggi selvaggi del Sarek.

La primavera nel Sarek è una stagione di rinascita e trasformazione. La natura si risveglia, gli uccelli migratori ritornano e le nascite scandiscono il ciclo della vita. Tuttavia, questo periodo di rinascita porta con sé sfide formidabili: lo scioglimento delle nevi provoca livelli d'acqua elevati, i nevai persistenti punteggiano le montagne e le foreste si riorganizzano dopo l'inverno.

Per raggiungere le montagne della volpe blu, abbiamo dovuto integrare questi fattori nella nostra pianificazione. Ogni elemento naturale diventava un potenziale ostacolo da superare, richiedendo una preparazione meticolosa e un adattamento costante dei nostri mezzi di spostamento.

Di fronte a queste sfide, abbiamo scelto i packraft, imbarcazioni leggere e trasportabili, per ottimizzare i nostri spostamenti sfruttando la forza delle acque. Queste imbarcazioni ci hanno permesso di navigare sui fiumi ingrossati dallo scioglimento delle nevi, collegando così più rapidamente ed efficacemente i diversi habitat della volpe blu.

Il nostro approccio bidisciplinare, che combinava trekking e packraft, si è rivelato la chiave del nostro successo nella ricerca della volpe blu. Adattando i nostri mezzi di spostamento alle mutevoli condizioni naturali, abbiamo potuto esplorare più in profondità e con maggiore efficacia. Il packraft, leggero e resistente, è stato uno strumento essenziale per attraversare le acque del Sarek e raggiungere le montagne della volpe.

Questa combinazione di trekking e packraft, ispirata dall’adattamento stagionale della volpe artica, ha arricchito la nostra avventura.

ESPERIENZA PACKRAFT

I nostri packraft Mékong si sono rivelati preziosi alleati nella nostra ricerca. Il loro peso ridotto e il design ottimizzato ci hanno permesso di trasportarli senza difficoltà durante i quattro giorni di cammino di avvicinamento. Una volta gonfiati, erano abbastanza robusti e spaziosi da trasportare in sicurezza tutta la nostra attrezzatura.

Navigare sulle acque tumultuose del Sarek, affrontando rapide tortuose e movimenti imprevedibili dell’acqua, è stata un’esperienza esaltante. Nonostante le difficoltà, ci siamo sempre sentiti al sicuro grazie alla stabilità e alla manovrabilità dei nostri packraft. Le loro prestazioni ci hanno permesso di superare ostacoli naturali altrimenti invalicabili a piedi e di penetrare più in profondità nel territorio della volpe blu.

Sulle tracce della volpe blu - Lucien Chaillot
Credito: Anne Ogereau
Sulle tracce della volpe blu - Lucien Chaillot
Credito: Anne Ogereau

QUANDO IL TEMPO « SAREK... »

A poco meno di un mese dal solstizio d’estate, ci siamo immersi nella magia scandinava della luce perpetua. La luce del giorno, ininterrotta, era una vera risorsa per la nostra avventura, permettendoci di godere appieno di ogni istante senza il vincolo della notte.

La luce perpetua offriva una sensazione di totale libertà, abolendo il confine tra il giorno e la notte. Ben presto ci siamo lasciati assorbire da questa vita continua, prolungando le nostre giornate ben oltre i limiti abituali. L’assenza dell’oscurità notturna eliminava qualsiasi nozione di stress legato al calare della notte, permettendoci di procedere senza fretta e di immergerci completamente nella nostra ricerca della volpe blu.

In questa luce costante, l’unico vero ritmo che scandiva le nostre giornate era quello del nostro corpo. Il peso degli zaini sulle spalle, la fatica fisica accumulata e la fame diventavano i nostri unici punti di riferimento temporali. Ogni tappa del viaggio era regolata da queste sensazioni corporee.

La fatica fisica, seppur presente, non ci frenava, ma ci guidava. Ci indicava quando era il momento di fare una pausa, montare il campo e recuperare le forze. Ogni pasto consumato nella natura, ogni bivacco allestito sotto la luce permanente, era un momento di riposo ben meritato e un’occasione per assaporare la bellezza del Sarek.

Sulle tracce della Volpe artica - Lucen Chaillot
Credito: Anne Ogereau

ATTORNO AL FUOCO: La forza ancestrale che ci riunisce

Come ogni essere umano, proviamo un’attrazione quasi istintiva per il fuoco, questa forza primordiale che ci offre calore, sicurezza e conforto. Nel cuore del Sarek, questa forza ancestrale diventa ancora più preziosa: ci aiuta a cucinare i pasti, a riscaldarci dopo giornate di esplorazione e a creare un punto di ritrovo intorno al quale condividere esperienze e storie.

A ogni allestimento del campo, ci prendiamo grande cura di scegliere con attenzione e rispetto per l’ambiente il luogo del fuoco. Sappiamo che, in questi territori selvaggi e incontaminati, ridurre al minimo il nostro impatto è fondamentale. Selezionando luoghi già utilizzati o creando focolari sicuri, ci assicuriamo di lasciare il minor numero possibile di tracce del nostro passaggio.

La luce danzante del fuoco, il suo crepitio rasserenante e il suo calore confortante creano ogni sera un’atmosfera particolare, quasi magica. Il fuoco ci riunisce, permettendoci di rivivere i momenti salienti della giornata, discutere delle nostre osservazioni e pianificare le tappe successive. Seduti intorno al fuoco, condividiamo storie, risate e riflessioni, rafforzando i legami che ci uniscono come squadra.

Accendere un fuoco nel cuore del Sarek ci connette ai nostri antenati, che a loro volta hanno usato questa forza vitale per sopravvivere e prosperare. Questo legame storico ci ricorda il nostro posto nella lunga catena dell’umanità e la nostra dipendenza dalla natura. Il fuoco, elemento centrale del nostro campo, è un simbolo di questa continuità e del nostro rispetto per le antiche tradizioni.

i numeri

20 kg: peso medio dei nostri zaini

1 forma di formaggio

9 giorni con i piedi bagnati

2 packraft

Decine di pernici bianche

0 volpi artiche

1 borraccia di genepì 

Lucien Chaillot

Lucien Chaillot

Appassionata di racconti di avventure polari fin dalla più tenera età. Lui frequenta regolarmente questi territori per avventure personali o come guida.

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